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Abrogazione addizionali provinciali accise sull'energia elettrica. E’ possibile chiedere il rimborso

Dopo che, nel 2011, l’UE ha ritenuto incompatibile con il diritto comunitario la norma italiana che prevedeva l’applicazione delle addizionali provinciali sulle accise sull’energia elettrica (per un importo massimo annuo di circa € 25.000,00 per ciascun contatore), l’Italia ha abolito con decorrenza 1/1/2012 dette addizionali provinciali.

Recentemente le sentenze n. 27099 e 27101/2019 della Corte di cassazione hanno disapplicato le norme istitutive del tributo, in quanto incompatibili con la normativa comunitaria.

Di conseguenza, ogni società, che abbia versato l’addizionale, ha diritto alla restituzione dei corrispondenti importi.

Nel caso, dunque, in cui al consumatore finale di una fornitura elettrica siano state addebitate le imposte addizionali, lo stesso può esperire azione di ripetizione dell’indebito direttamente nei confronti dell’erogatore del servizio (fornitore), salvo chiedere eccezionalmente il rimborso nei confronti dell’Amministrazione finanziaria quando l’azione esperibile nei confronti del fornitore si riveli eccessivamente gravosa (ad esempio, nell’ipotesi di fallimento del fornitore).

Tenuto conto del termine di prescrizione ordinario (10 anni) per l’azione di ripetizione dell’indebito, resta aperta la possibilità di agire per la restituzione delle somme indebitamente pagate negli anni 2010 e 2011, non ancora prescritti.



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